Recensione:La storia si svolge in un piccolo paese della campagna Lombarda. Marco e Anna vanno in vacanza alla casa dei nonni di Marco.
Anna è una studentessa di archittetura alla Università di Genova ; lei è molto felice di andare in campagna perchè le piace tutto quello che c’è li. A lei piace moltissimo la spiaggia però le piace anche ogni mattone e rudere dunque loro decidono di visitare qualche luogo storico e il più importante è La Abbazia di Morimondo. Fanno una gita all’Abbazia e quello che scoprono all’interno e fuori sono delle casse che gli sembrano sospette . Ma niente è quello che pare.
Il romanzo è molto interessante all’ inizio ma quando tutto è stato risolto non so se lo scrittore vuole lasciare la storia in suspense o vuole dirci che quello che c´è di fronte non è sempre vero perché l’apparenza inganna.
Sintesi: Marco e Anna sono due fidanzati che sono andati nella casa di Marco nella campagna lombarda per le vacanze. C’è un’abbazia vicina alla casa di Marco, ma è tutto mistero intorno a questo luogo: non è possibile visitarla e ci sono alcuni frati che trasportano grandi casse all’abbazia. Così i ragazzi decidono di indagare che cosa succede lì.
Opinione personale: “Mistero all’Abbazia” è un libro semplice e facile da leggere perchè la storia che racconta non è molto difficile da capire e neanche il vocabolario è complicato, e inoltre le parole difficili si spiegano nelle note a piè di pagina. Penso che el libro sia divertente ma non mi piace molto il finale perchè è aperto, e dopo aver letto il libro non si sono scoperte tutte le cose che sono successe, ma per il resto io penso che sia un buon libro.
È l’Italia della dittatura, tutti gli scientifici investigano la bomba atomica. Ettore Majorana è un genio, ha un talento innato, e un giorno scompare. Ci sono due lettere che ne annunciano la scomparsa e tutti crederanno che si è suicidato. Ma lui ha preferito scomparire piuttosto che far parte di quello che sta per ottenere la scienza.
Il rapporto fra scienza ed etica è al centro di questa storia. È un romanzo giallo con indagini e prove che non vanno bene. Non mi è piaciuto tanto prechè è difficile da capire.
Desde 1975, Año Internacional de la Mujer, el Día Internacional de la Mujer se celebra el 8 de marzo “para conmemorar la lucha histórica por mejorar la vida de la mujer”. El tema de este año del Día Internacional de la Mujer - que se observa en todo el mundo el 8 de marzo - es: “Igualdad de Derechos, Igualdad de Oportunidades: Progreso Para Todos”.
Pieni anni Settanta, a Stupinigi, dintorni di Torino. Lidia, una ragazza di quindici anni, figlia di un operaio Fiat, abita in una ex scuderia della Palazzina di caccia dei Savoia. Non va più a scuola e aiuta la madre a vendere verdura al mercato. Un giorno, mentre la sua vita si dipana sempre uguale, increspata soltanto dalle figurette di pongo che si diverte a modellare, appare nel tinello di casa sua un elegante venditore di enciclopedie… E la sua vita cambia: Lidia si mette in testa di diventare un trovatore, di fare come quegli antichi poeti provenzali che amavano donne lontane, mai viste, forse mai esistite. Abbagliata da quell’idea, che accende e innalza la sua vita di ragazza solitaria e ingenuamente diversa, scappa di casa: non per fare politica come tutti quelli che ha intorno, ma per cercare l’amore da lontano. Il romanzo, tra il realistico e il paradossale, racconta le avventure e le scoperte di questa ragazza, così distante dalla Storia che le scorre accanto. Per il suo bizzarro amore della lontananza, Lidia attraverserà mezza Italia (quasi come un antico cavaliere…), commetterà errori sentimentali piccoli e grandi, si infilerà in vicende a volte mediocri, a volte sublimi. Fino a che, alle soglie della maturità, incontrerà il sogno che, forse, non sapeva di avere.
Tutto è cominciato con un libro davvero speciale, la storia indimenticabile di un amore pazzo, imprevedibile e bellissimo. Poi è arrivato il film, un successo clamoroso che ha appassionato milioni di spettatori. Ma non finisce qui…
Niki e Alex, le Onde, Fabio, Pietro e tutti gli altri tornano a parlarci in una versione inedita, la Playstory, un format nuovo ed esclusivo che ti permetterà di ascoltare in casa, per strada o in motorino le voci, le canzoni e le avventure dei personaggi indimenticabili di “Scusa ma ti chiamo amore”. Un regalo per chi ha letto il libro e non vuole smettere di sognare con Alex e Niki, una sorpresa imperdibile per chi non ha ancora vissuto… questa favola d’amore!
Le voci vere dei protagonisti ti accompagneranno nel folle viaggio verso il faro degli innamorati. Perché l’Amore, quello con la A maiuscola, non ha età, non ha regole, non vuole perdere la sua dolce, irresistibile immaturità.
Recensione: Questo romanzo narra la vita di Annetta, una ragazza siciliana, che con l’aiuto di una amica, Angelina, che proviene dal nord, vuole uscire dall’ambiente oppressivo del suo paesino, e prendere le abitudini più aperte della sua compagna.
Trova molti problemi da parte della sua famiglia, e anche dalla cultura molto maschilista, che circonda il suo intorno; per questo, i suoi genitori decidono che deve andare da sua zia, un personaggio più interessante, però dove deve anche affrontare la pretesa dello zio di violentarla.
Insomma, si trova con l’incomprensione dei suoi, e non potrà nemmeno ribellarsi e diventare una ragazza emancipata.
È il primo romanzo di Lara Cardella, che aveva diciannove anni quando l’ha scritto. Usa un linguaggio giovanile, con alcune espressioni in dialetto siciliano, fatto con semplicità, sincero e realista, in cui ci fa vedere lo stato d’animo della protagonista, e la differenza fra ciò che lei desidera e quello che è costretta a fare.
Cosa può aggiungere questo libricino di quanto già detto di una città, dedalo di terra e d’acqua, descritta centinaia di volte?
È una guida, ma San Marco, il Canale Grande, il Ponte di Rialto, lo squero delle gondole, la casa del grande viaggiatore Marco Polo, o di G. Casanova…non sono i veri itinerari. I nove capitoli hanno come protagonista gli organi del corpo: piedi –non c’è traccia di macchine-, gambe, cuore, mani, volto, orecchie, bocca, naso e gli occhi sono i nostri “pontili” –soprattutto in occassione dell’acqua alta- per fare il percorso e godere, attraverso i sensi, dell’atmosfera e degli ambienti che sono rimasti come erano secoli fa.
Fourteen-year-old Molly and her cousins Daisy and Gracie were mixed-race Aborigines. In 1931 they were taken away from their families and sent to a camp to be trained as good 'white' Australians. She and her cousins escaped and walked back to Jigalong, following the rabbit-proof fence north as part of their guide across the desert.
This is the true story of that walk, told by Molly's daughter, Doris. It is also a prize-winning film.
WINNER of The Language Learner Literature Award 2007
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